Psicologia ambientale in ufficio

Lo spazio che ci circonda, fisico e sociale, è di primaria importanza nella vita di ogni persona. Infatti, le caratteristiche fisiche del luogo di lavoro possono influenzare direttamente le prestazioni del lavoratore, dalla concentrazione alla qualità delle sue relazioni interpersonali. Quando si progetta un ufficio sono numerosi i fattori da considerare in relazione al benessere e, quindi, alla produttività dei dipendenti. Per esempio, una postazione che gode di un adeguato livello di privacy è molto diversa da una contigua a quelle dei colleghi. La silenziosità o la rumorosità, il grado di illuminazione naturale e artificiale, la presenza di verde e piante, sono elementi che vanno considerati e calibrati attentamente in base alle caratteristiche della persona e delle attività che è tenuta a svolgere. 

La Sindrome dell'edificio malato (Sick Building Syndrome, SBS), descrive con efficacia cosa accade, per esempio, se la ventilazione è inadeguata, il rumore interno eccessivo o le fotocopiatrici emettono contaminanti chimici. La SBS si manifesta con generici disturbi non riconducibili a una patologia specifica, avvertiti esclusivamente durante la permanenza all’interno dell’ufficio.

Particolare attenzione va posta all'organizzazione degli spazi. In base alle indicazioni dell’International Workplace Studies Program della Cornell University (NY), un’organizzazione
dovrebbe mirare all’allestimento di un ambiente che, oltre a riflettere e supportare il senso di
identità del gruppo e a facilitare la comunicazione e il raggiungimento degli obiettivi lavorativi, sia anche adattabile ai cambiamenti. In generale, tre fattori vanno sempre tenuti presenti: privacy, controllo ambientale e personalizzazione degli spazi.

Quello della privacy è un bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani. La mancanza di privacy porta a vivere un sottile disagio, a comportamenti più controllati che alla lunga possono ripercuotersi negativamente sul rendimento: avere una parte della mente inconsapevolmente centrata su cosa gli altri stanno pensando di noi riduce le risorse cognitive disponibili all’esecuzione di altri compiti ben più importanti e ne rende meno fluida l’esecuzione. Si tratta, quindi, di favorire la privacy acustica e visiva per aumentare la concentrazione delle risorse su ciò che veramente importa. Infatti, la privacy –acustica e visiva– è importante per rigenerare le riserve di energia mentale, che possono rapidamente diminuire nelle situazioni stressanti. Quando i lavoratori sentono le proprie postazioni come più private, sono più soddisfatti, lavorano e comunicano meglio; quando invece non hanno sufficiente privacy, è meno probabile che leghino con i colleghi e più facile che si distraggano spostandosi spesso dalla propria postazione.

L'illuminazione naturale ha effetti benefici sui lavoratori. Si è osservato che i lavoratori che hanno una postazione vicino a una finestra, riescono a stare su un lavoro più a lungo dei colleghi seduti lontano dalle fonti di luce naturale. Negli ambienti di lavoro dovrebbe essere massimizzata la luce naturale, facendo però attenzione a evitare fastidiosi bagliori e riflessi. L’intensità della luce diurna cambia nel corso della giornata, quindi è necessario che all’interno di un ambiente di lavoro la luce solare sia combinata con quella artificiale. E quando ci si trova all’interno di un ambiente privo di finestre, simulare artificialmente il ciclo della luce naturale aiuta le persone a mantenere sincronizzati i ritmi circadiani, con una riduzione dello stress. È provato che una luminosità ambientale uniforme, priva di differenze marcate, garantisce maggiore comfort visivo. 

In un’indagine condotta nel 1994 su 2.391 impiegati, circa la metà dei soggetti ha definito il rumore come una delle prime cause di stress lavorativo. È provato, inoltre, che interventi per ridurre la rumorosità nei luoghi di lavoro si traducono in un aumento del morale dei dipendenti, maggiore soddisfazione per il lavoro svolto e migliori opinioni nei confronti dei datori di lavoro. Attualmente, nella progettazione di uffici si considera un rumore standard medio compreso tra 55 e 70 dB. Sembra che rumori stabili, nel range 90-100 dB, non influiscano su compiti motori o mentali molto semplici e automatizzati, mentre se superiori ai 100 dB inducano un peggioramento delle prestazioni.

La vicinanza con la natura ‘ci fa stare bene’, nel tempo libero, ma anche in quello lavorativo. Luce naturale e viste sulla natura sono importanti in tutti i contesti, quindi anche nei luoghi di lavoro, e contribuiscono in modo significativo ad aumentare la soddisfazione lavorativa. Impiegati con vista sul verde sono più resistenti agli stress e alle frustrazioni, più motivati, in forma fisica migliore, e, in generale, più soddisfatti. Le piante verdi aumentano la prestazione, innalzano l’umore e promuovono la creatività. Piante in vaso, anche da una visuale distante, possono ridurre lo stress in ambienti senza finestre o con viste su spazi urbani costruiti. Infine, rimuovendo
diossido di carbonio dall’aria, il verde aiuta le persone a concentrarsi meglio. Con attenzione però, perché le piante hanno un effetto così calmante che dovrebbero essere ridotte negli spazi in cui si svolgono lavori ripetitivi.