ORIENTAMENTO SPAZIALE. UNA SFIDA ALLA SIMMETRIA

La nuova sede a Seul del quartier generale della Amorepacific, una delle più grandi compagnie al mondo nel settore dei cosmetici, è stata progettata da David Chipperfield Architects utilizzando la forma del cubo, ed è caratterizzata da un cortile interno, visibile dai grandi vuoti che connotano le facciate. L'edificio di uffici, terminato nel 2017, ospita al suo interno anche una biblioteca, un ristorante, un auditorium, e il Museo d'Arte Amorepacifico, una collezione iniziata dal fondatore dell'azienda, Suh Sungwhan. 

La forma dell'edificio rappresenta una complicata sfida per l'orientamento, per la natura uniforme e simmetrica del cubo. Per dare una soluzione a questo problema, il team di progettisti ha ancorato la nuova sede ai dintorni geografici, valorizzando la sua posizione centrale nel tessuto urbano: il fiume Han, il monte Namsan, il parco Yongsan e il centro di Seul sono diventati i riferimenti per caratterizzare ciascuna ala dell'edificio. 

Il team ha ideato una matrice, come riflesso della geometrica dell'edificio, che utilizza pittogrammi per orientare i visitatori. All'interno di una griglia divisa in 9 quadrati, la posizione del livello viene comunicata attraverso il quadrato centrale, mentre gli 8 quadrati esterni forniscono informazioni definite dalle gerarchie "numero d'angolo" e "posizione geografica". 
Tutte le informazioni sono comunicate all'interno dell'edificio in coreano, cinese e inglese, rendendo ancora più complesso il sistema di wayfinding. Per evitare che la segnaletica costituisse un'aggiunta intrusiva rispetto all'architettura, la grafica per l'orientamento dei visitatori è stata integrata nella struttura esistente. Nei casi in cui questo non è stato possibile, sono stati utilizzati supporti grafici tecnologicamente innovativi: pannelli retroilluminati e monitor interattivi per comunicare in modo dinamico informazioni spaziali, che diventano superfici specchianti quando inattivi. 

Obiettivo raggiunto?

Per orientarci nello spazio, valutare le distanze e pianificare i percorsi, ci costruiamo delle mappe cognitive, cioè rappresentazioni mentali dello spazio. Il sistema di segnaletica di orientamento all'interno di un edificio, in relazione alla sua complessità spaziale, può facilitare o ostacolare il nostro modo di muoverci autonomamente e senza difficoltà. Il grado con cui gli elementi nell'ambiente si differenziano è proporzionale alla facilità con cui riusciamo a individuare una particolare meta. Inoltre, la possibilità di vedere il punto di arrivo del proprio percorso (accesso visivo) ci aiuta a pianificare in modo più chiaro il percorso. Le mappe "Tu sei qui" sono notevolmente più efficaci quando sono orientate in modo coerente alla disposizione dell'edificio, non sono astratte e rappresentano graficamente gli elementi salienti. Le mappe tattili sono mappe a rilievo che rappresentano lo spazio in modo schematico e risultano leggibili al tatto e alla vista (i testi sono in braille e in caratteri alfanumerici).