LA PERSONALIZZAZIONE DELLO SPAZIO DI LAVORO

Gli esseri umani hanno una naturale tendenza a comunicare agli altri aspetti di sé, non solo attraverso la scelta di oggetti (cellulare, automobile, ecc.) o il modo di vestire, ma anche attraverso le scelte relative ai ‘luoghi’: il quartiere in cui abitare, i mobili e gli oggetti da ‘esibire’ nel proprio salotto sono solo alcuni esempi. Tale tendenza a personalizzare il proprio spazio, comunicando nel contempo aspetti di sé, si esprime anche nei luoghi di lavoro, in modo più marcato da parte delle donne rispetto agli uomini. Ed ecco che si assiste alla comparsa di oggetti funzionali o decorativi che hanno un particolare significato soggettivo: la foto dei propri familiari, il calendario dell’associazione di cui siamo membri, l’oggetto portato dalle ultime vacanze. Espressione di autonomia e motivazione, la personalizzazione dello spazio di lavoro risponde al bisogno di comunicare all’organizzazione il proprio valore, contribuendo a rinforzare l’identità individuale e di gruppo, a simboleggiarne le attività, a rendere l’ambiente più stimolante e a creare un legame più forte degli impiegati con esso e con le attività svolte. Dare un tocco personale al proprio spazio riduce la probabilità di insoddisfazione per l’ambiente. Anche questi aspetti possono contribuire alla prestazione lavorativa, con il costituirsi di un effetto alone in cui la soddisfazione per il ‘luogo’ si estende positivamente a quella per il lavoro, influenzando la produttività.